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2 ingegneri al Google Next ’17 | Day 2

“Nanos gigantum humeris insidentes”

2° giorno al Keynote | Moscone Center, San Francisco

 

Dopo esserci concessi 1 ora di sonno in più, il Next apre di nuovo i suoi battenti. Ed eccoci entrare nella stessa sala di ieri. Questa volta quasi familiare, aperta per il 2° giorno di Keynote. Il tema principale sarà: l’infrastruttura e Urs Hölzle, technical infrastructure SVP di Google Cloud. Ci proietteranno nel mondo dei Data center che rendono possibile Google Cloud Platform.

 

Iniziamo in grande

Scalabilità, affidabilità ed efficienza assumono oggi un significato tutto nuovo. E impressionnte. Grazie ai numeri e alle tecnologie che ci scorrono davanti ci immergiamo in un mare id connessioni transoceaniche. Google è infatti la prima compagnia non telecom a stendere un cavo intercontinentale sottomarino e, prevedibilmente, questo è il più potente mai realizzato. E rimaniamo ad ammirare la quantità spropositata di chip creati ad hoc per la sicurezza dei server. L’idea di avere la possibilità di eseguire le proprie applicazioni su un’infrastruttura simile è un modo molto concreto di vivere il

we are all standing on the shoulders of giants

Alle 11.00 però si spengono le luci. Cosa succede? Sono ufficialmente iniziate le sessioni del 2° giorno di Next. “Serverless” è la parola chiave che ci accompagnerà durante tutta la giornata. Dallo sviluppo di applicazioni e la manipolazione di dati interamente in cloud sembra non ci sia spazio per i dubbi: i server di Google sono il posto migliore dove il mondo vuole stare.

E infatti veniamo subito incalzati dall’annuncio di disponibilità al pubblico di Google Spanner. Google Spanner è il database global, finora utilizzato da Google per risolvere tanti problemi di gestione delle basi dati, sparse nel mondo. Ma rendere possibili queste magie tecnologiche richiede potenza di calcolo e partners d’eccezione. Per questo, ora è il turno di Intel. Che sale qui, su questo palco californiano, ad annunciare la nuova collaborazione a lungo termine con Google.  La famosa compagnia di Mountain View sarà perciò la prima ad equipaggiare Google con i propri server.  Ovvero con l’ultima generazione dei processori Xeon e Skylake, promettendo performance di calcolo e grafica ancora superiori a quelle disponibili oggi.

 

“Meet them where they are”

Come se tutto questo non bastasse, Google ci tiene a dimostrarci quanto creda al suo motto “meet them where they are” (riferito ad aziende e sviluppatori). Per questo, introduce una serie di strategie e prodotti volti ad agevolare la transizione al cloud. Si parla di pricing flessibile, integrazione con il mondo Microsoft, e molto altro. E a coronare questo momento, sale sul palco Jack Constantine, chief digital officer di Lush. Constantine ci racconta di come il suo team è riuscito a portare in cloud tutta l’infrastruttura della sua azienda, che muove milioni di utenti e transazioni. In appena 20 giorni lavorativi. Il ping pong tra l’introduzione di nuovi servizi cloud e le loro applicazioni concrete è frenetico e mozzafiato.

Sempre in ambito enterprise passiamo ora al turno della suite office di Google, che si fa sempre più intelligente. Integrata e vicina ai bisogni dei suoi utenti quotidiani. Milioni di persone che passano le proprie giornate su Word, Excel e Power Point.

Ma questi sono solo alcune delle sessioni alle quali abbiamo partecipato. La rassegna pare infinita:

• Cloud Functions for Firebase

• Marketing insights with Google Cloud Platform

• Zero to App: Live coding an app with Firebase and GCP

• Processing data at scale with Google Cloud Bigtable, Dataflow, and Dataproc

• Google Cloud Public Datasets Program: Share and analyze large-scale global datasets

• Machine Learning APIs by Example

• Introduction to Big Data

• DataPrep(aration)

• TensorFlow and Deep Learning without a PhD (uno dei talks più interessanti nell’ambito di Intelligenza Artificiale)

 

Lo spettacolo

E di nuovo le 2 ore di Keynote sono volate in un susseguirsi di annunci mirabolanti degni del miglior show televisivo! Perché davvero sembra di essere al cinema o, meglio, a teatro! Seduti sulle nostre poltrone nella sala principale del Moscone Center assistiamo a uno spettacolo dai toni visionari e divertenti: ogni siparietto strappa risate e il coinvolgimento della platea è alle stelle.

Ogni sessione è un turbinio di implementazioni concrete, live coding e spunti provocatori su quella che sarà la direzione del cloud computing e della professione informatica in generale.

“Wow!”

Riusciamo appena a mangiare un panino e tra una lezione e l’altra abbiamo la possibilità di scambiare opinioni con alcuni degli ingegneri-ideatori delle tecnologie che usiamo ogni giorno ( TensorFlow! Keras! Google DataStore! BigQuery!). Wow!

Sono occasioni irripetibili e il desiderio di scambiare quante più informazioni possibili scava un solco di entusiasmo e stanchezza che alle 20.00. E così, anche quest’oggi terminiamo la giornata divorando un hamburger di kobe beef e facendo un giro rilassante alla bellissima libreria City Lights. Per lasciare un po’ di spazio alle parole e chiudere per qualche minuto fuori dalla porta i numeri.

 

D’altra parte, ogni tanto la cache va svuotata …

 

In collaborazione con Davide Montanari, Energy Data Scientist e il contributo di Stefano Grillenzoni, CMO di Energy Way