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2 ingegneri al Google Next ’17 | Day 1

What’s next? Google Next!

1° giorno al bootcamp | San Francisco, CA

 

Entrare nel centro convegni dell’hotel Marriot Marquis e venire accolti da una frotta di assistenti in maglia Google, fa un certo effetto. Soprattutto per chi, come me e Davide, è abituato a vivere le novità da dietro uno schermo.

Essere nell’epicentro del cambiamento è un’emozione che va oltre le mere osservazioni professionali. “Google Next Bootcamp attendees downstairs“, recitano i cartelli piazzati nella hall dell’albergo. E seguendoli fino al piano di sotto, ci ritroviamo al front desk dell’evento, dove, insieme alla consegna del badge, ci viene indicata la sala in cui si terrà il training della giornata, dalle 10.00 alle 18.00. Preso tutto il necessario, sento la necessità di condividere con Davide, le mie prime impressioni. Pazzesche. Sembra di essere approdati al futuro, in a galaxy far, far away.  E nel frattempo addento un immancabile panino starbucks, appena prima dell’inizio della lezione.

“Things move fast, here”

Ed ecco, la lezione comincia. Vengono sviscerati con rigore e passati in rassegna tutti gli aspetti di sicurezza del setup di un ambiente cloud, della piattaforma Google. I ritmi sono rapidi, scattanti e nel complesso fluidi. Qui il tempo è una grandezza abilmente governata. Da quando ci si siede all’inizio della lezione frontale, passano meno di 10 minuti, quell’arco di tempo utile appena a inserire la presa ethernet nella porta giusta. Things move fast, here. Poi, 15 minuti di spiegazione teorica e via, 30 minuti di laboratorio hands-on, in cui vengono approcciate le teorie con gli aspetti pratici.

E che teorie! In poche ore passiamo dalla sicurezza dei network virtuali, alla gestione efficiente delle chiavi di sicurezza per applicazioni web. Il tutto esposto personalmente dai curatori di queste stesse implementazioni. Il livello di approfondimento è quello che ci si aspetta da Google, questa compagnia effervescente, che mette ordine al caos di informazioni del Web: un livello over the top.
Ed è con la stessa propensione al tipico pragmatismo statunitense, che ora il focus viene spostato su novità, osservazioni, punti di vista, e le mie dita devono muoversi veloci sulla tastiera, per non perdere preziosi insights, dalle menti vulcaniche dei coach.

 

Incredibile

A fine giornata ne usciamo esausti. 8 ore di training si sentono tutte. Però wow, incredibile. Io e Davide ci scambiamo uno sguardo veloce, di breve confronto. E nel suo stupore posso leggere i miei stessi pensieri. E’ davvero stupefacente e sorprendente notare come siano riusciti a condensare così tante nozioni e best practices in sole 8 ore di training. Tutte utili, tutte orientate alla soluzione di problemi specifici. Problemi che appesantiscono la routine di tante figure professionali dell’IT, dal programmatore al sistemista Google. Il tutto in un unico giorno e ad una profondità tecnologica impressionante.
Decisamente un ottimo inizio, per noi, qui al Google Cloud Next 2017. Altre sessioni ci aspettano, per i prossimi giorni, sulle novità Google e il suo modo rivoluzionario di sviluppare in cloud.

Ora però è tempo di svagarsi. Salutare i nostri nuovi colleghi internazionali e raccogliere le idee tecniche e le suggestioni che questa giornata ci ha sollecitato. Fermo il flusso di pensieri e mi incammino con Davide in direzione oceano.
Alla prossima!

 

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“What are you expecting from Next?”

1° giorno al Keynote | Moscone Center, San Francisco

 

Arriviamo al Moscone Center di buon mattino.

Ieri siamo stati avvertiti scrupolosamente che, per l’evento inaugurale di oggi, ci sarebbe stata molta affluenza e che le porte si sarebbero aperte intorno alle 8.00. Già alle veniamo sorpresi da una fila di persone che abbraccia letteralmente il perimetro del centro, come un serpente in attesa di attaccare la preda.
Passata mezz’ora, durante la quale veniamo rifocillati con premure a forma di snacks e caffè, cominciamo a muoverci per entrare.
Le conversazioni che origliamo si fanno cariche di aspettativa ed eccitazione. “Is this your first Google event?“. “What are you expecting from Next?“. “What technology are you working on, at the moment?“. E il nostro umore cavalca questa curiosità galoppante.

Entrando, veniamo convogliati nella sala principale. Che è vasta, quasi teatrale. Farebbe impallidire la scenografia di molti concerti. Il palco è incorniciato da schermi le cui geometrie richiamano la forma di un’onda, mentre la dominante blu della sala continua il gioco di rimandi con le nuvole (cloud), il mare (the next wave in computing) e la palette di colori Google.

 

Prendiamo posto. Io e Davide ci rendiamo subito conto del sottofondo galvanizzante che ci accoglie: quale algoritmo avranno usato per creare la playlist dell’evento? Ci perdiamo in fantasie e dintorni. Ma poi il trip si interrompe. Fermi tutti. Gli occhi si allungano. Eccola, Diane Greene, SVP di Google Cloud, che sale sul palco.

 

Il mondo Cloud

Attraverso le sue parole, Google afferma a più riprese la sua leadership nel mercato Cloud.  E a questo proposito intervengono clienti e partners ( SAP, HSBC, Disney, eBay… ) che ne beneficiano quotidianamente. Ma è il giorno internazionale della donna e sul palco salgono altre donne Google ad annunciare le novità del panorama Cloud. Fei-Fei Li (Chief Scientist di Google e Associate Professor di Stanford), mostra le nuove API di Machine Learning e l’integrazione di Kaggle in Google Cloud (e appena finisce di annunciare il lieto sodalizio, vengo incredibilmente raggiunto da una graziosa email di Kaggle, con scritto “Kaggle is joining Google Cloud!“. Ma ormai non mi stupisco più di nulla, qui). Sundar Pichai, invece (CEO di Alphabet di Google), parla della vision e della grande scommessa dell’infrastruttura cloud.

Cos’è il Cloud? mi domando. Una nuvola. Ok. Ma anche un ponte. Una connessione per le aziende. Come per le informazioni e le persone.
E mentre passo dall’architettura evanescente del mondo cloud alla realtà, Eric Schmidt fa il suo intervento di chiusura. Eccolo il mix perfetto di tecnologia, business e sicurezza in un solo prodotto. Una sintesi che ci lascia a bocca aperta.

 

Iniziano le sessioni …

Usciamo dalla sala tramortiti dallo show. E dopo poco, perlustriamo i 3 piani del Moscone Center.
Iniziano le sessioni.
Il ritmo è martellante: una sessione all’ora, e le pause? Di 20 minuti.
Entriamo, ci accomodiamo, accediamo alla pagina “My Schedule” del nostro account Google Next.

Bene, ma ci separiamo. Ognuno deve seguire il proprio track! BigQuery, FireBase, Cloud Functions, Serverless Machine Learning, Advanced Data Science in the Cloud. Le sessioni sono estremamente pratiche e orientate alla comprensione del servizio. Conservano un taglio commerciale ma esso non pregiudica la comprensione delle tecnologie. Ad ogni mini full-immersion si aprono nuove prospettive: possiamo fare A partendo da B, C usando D e collegare A con Z per chiudere il quadro…
Senza accorgercene stiamo giocando di nuovo ai Lego. Come piccole menti creative alle prime armi.

E la giornata scorre così. In un turbinio di seminari tecnici e allestimenti Google-style disseminati per il Moscone Center. Ognuno proteso a mostrare in modo giocoso una sfaccettatura del vibrante ecosistema Cloud di Google. Tutta questa atmosfera di ludiche contaminazioni non è solo frutto delle sessioni frontali, ma anche del personale Cloud Crew, che assiste e dipana qualsiasi dubbio eventuale.

 

Sormontati da tutto questo, le 18.00 arrivano praticamente di sorpresa. E siamo di nuovo esausti, come ieri. Abbiamo imparato tanto e giocato anche di più. Ebbene, ci prepariamo per congedare tutti, quando il Moscone Center improvvisamente cambia faccia: è la Cloud Hour! Google le ha pensate proprio tutte. E l’Happy Hour prende il sopravvento: birra, vino, bottiglie allegramente distribuite ai partecipanti over 21.

Ecco. Decisamente una gradita sorpresa, dopo questa giornata intensa!

 

 

In collaborazione con Davide Montanari, Energy Data Scientist e il contributo di Jona Hasaramaj, specialista Marketing